San Donato Val di Comino - Località di internamento |
| San Donato Val di Comino (Frosinone) - Italia |
| Tipo di campo |
| Località d'internamento
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| Storia |
[scheda a cura di Andrea Giuseppini]
Tra la fine di luglio e la prima metà di agosto del 1940, su disposizione del Ministero dell'interno alcuni ebrei stranieri vengono internati nel comune di San Donato Val di Comino. Si tratta di Margarete Bloch (AFR0102), Eva Izmirli (AFR0124), Gabriella Kazar e Italo Lewi (AFR0126), Rosa Blody (AFR0123), Sidone Blody (AFR0125), Henriette Bettmann (AFR0127).
A questi primi internamenti, nelle settimane e nei mesi successivi, ne seguiranno diversi altri. Come sappiamo dallo studio di Anna Pizzuti (Anna Pizzuti, 2010), in totale saranno 28 gli ebrei stranieri internati a San Donato Val di Comino nel corso della Seconda guerra mondiale. Sedici di loro, il 6 aprile 1944 saranno arrestati, rinchiusi nel carcere romano di Regina Coeli, quindi trasferiti a Fossoli e successivamente deportati nei campi nazisti (vedi Anna Pizzuti, 2010).
Ma San Donato Val di Comino è comune di internamento anche per alcune donne provenienti dai territori jugoslavi occupati dall'Italia.
Mila Mihaljevic “nata a Zara nel 1917, domiciliata a Sebenico, è una fervente comunista. Fin dal primo giorno dell'occupazione italiana la predetta ha contrastato l'opera di penetrazione pacifica (sic!) delle nostre autorità, mostrandosi altresì propagandista del comunismo […]. Questo ufficio ritiene sia necessario [il suo] allontanamento dai territori […] e propone che venga internata in un campo di concentramento” (AC02005).
Così scrive il prefetto di Zara l'11 giugno 1942. Il 23 giugno il Ministero dell'interno dispone che Mila Mihaljevic sia internata nel campo di concentramento di Nereto (AC02006), dove in effetti arriva qualche giorno dopo. Senonché, la prefettura di Teramo fa notare che il campo di Nereto è per soli uomini (AC02007). Alloggiata per pochi giorni in una casa privata, Mila Mihaljevic arriva a San Donato Val di Comino il 24 settembre 1942 (vedi AC02008 e AFR0207).
Pochi giorni dopo, esattamente il 27 settembre, proveniente dal carcere di Udine (AC01987) viene internata a San Donato anche Marianna Grzanzic (AFR0198), arrestata dai carabinieri della compagnia di Veglia (Krk) in quanto sospettata di rifornire di viveri le bande partigiane che si aggirano sull'isola (AC01986).
Maria Benzina (probabilmente Bencina) viene invece arrestata dai carabinieri di Cabar “mentre tentava di darsi alla macchia. La predetta di spiccati sentimenti antitaliani, in questi ultimi tempi svolgeva propaganda fra le donne del luogo incitandole ad abbandonare le case ed unirsi alla bande dei ribelli. Due suoi figli, Francesco e Filippo, sono stati arrestati e denunciati al Tribunale di Guerra perché promotori ed organizzatori di bande armate” (AC01970). Proveniente dal carcere di Trieste, Maria Bencina arriva a San Donato Val di Comino l'1 ottobre 1942 (AFR0197).
Successivamente saranno internate a San Donato Val di Comino: Maria Rahelic (AFR0196), “indiziata di partecipare a collette a favore di partigiani” (AC02028); Dragica Poje (AFR0202), “in relazione coi ribelli ai quali avrebbe fornito notizie sulla dislocazione dei nostri presidi militari” (AC02014); Maddalena Zabukovec (AFR0204), perché trovata ad “acquistare generi alimentari che, da notizie confidenziali, avrebbero dovuto essere rimessi a bande armate” (AC02035); Martina Marincek (AFR0205), una studentessa indicata genericamente come “pericolosa comunista” (AC01999); Maria Tepic (AFR0199); Maria Zadkovich (AFR0200) e Sofia Presech (presente per la prima volta tra le internate sussidiate nel mese di novembre 1942, AFR0215).
Delle dieci internate politiche jugoslave presenti a San Donato Val di Comino, Martina Marincek verrà trasferita nel comune di Montemiletto in provincia di Avellino (AC02003) perché colpevole di aver “contratto relazioni amorose” con un ebreo internato (AC02002); Maddalena Zabukovec sarà “prosciolta dall'internamento” e rimpatriata il 29 luglio 1943 (AC02039); mentre Maria Zadkovic, dopo l'8 settembre 1943 si allontanerà volontariamente dal comune (AFR0228).
Tutte le altre risultano ancora presenti e sussidiate dal comune di San Donato Val di Comino nel marzo del 1944 (AFR0189).
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Documenti |
Testimonianze |
Bibliografia |
| Pizzuti, Anna 2010 Vite di carta |
Disposizioni |
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| Autore Anna Pizzuti |
